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Vale la pena comprare il Bimby? Pro e contro

Le cose più belle della vita o sono immorali, o sono illegali, oppure fanno ingrassare. G. B. Shaw

Vale la pena comprare il Bimby? Abbiamo sempre sbagliato risposta

Una voglia incontenibile di crema inglese vi coglie all’improvviso. Incolpevolmente e quasi inconsapevolmente siete entrati nel tunnel: come poter gustare al meglio un caldo frollino o una fetta di fragrante crostata se non accompagnati da una regolare crema inglese morbida e vellutata?

Segue il momento dei grattacapi.

I casi sono due; potrete cioè:

— armarvi di frusta;

— mettere sul fuoco un pentolino con tuorli e zucchero;

— unire latte caldo e aromi vari;

— girare senza sosta per una decina di minuti con l’ansia di non superare mai i fatidici 82/84° C., per non ritrovarvi al posto della vostra calda cremina un’indecente frittata dolce mezza raggrumata e mezza liquida.

Oppure, potrete….

— tirare fuori il vostro bel Bimby, mettere tutti gli ingredienti nel contenitore senza troppe cerimonie e impostare la temperatura;

— accoccolarvi comodamente sul divano per guardare la vostra serie TV preferita, mentre l’attrezzo diabolico lavora per voi scodellando la crema inglese in soli 10 minuti.

Gioie dello strumento da cucina più esaltato e mortificato di sempre, macchina da guerra insostituibile oppure ingombrante scorciatoia per esseri privi di qualsivoglia capacità manuale, a seconda delle diverse, inconciliabili correnti di pensiero.

Divisioni che ci hanno sempre impedito di rispondere con chiarezza alla madre di tutte le domande: abbiamo davvero bisogno del Bimby?

Cos’è il Bimby e cosa fa? Sgombriamo il campo dagli equivoci

Iniziamo dal prezzo: il prodigio multi-funzione della tecnologia tedesca alleggerirà le vostre tasche di circa un migliaio di euro.

Per quanto “superdotato” grazie alla funzione cottura, parliamo comunque di un robot da cucina: ne vale la pena, di spendere questi soldi? Non potremmo fare le stesse cose con un robot meno costoso e poi mettendo le pentole sul fuoco per completare le nostre ricette, come hanno sempre fatto le nostre mamme e in fondo anche noi stessi?

Due funzioni nello stesso momento

Se consideriamo le due funzioni di preparazione e cottura separatamente no, possiamo dire che non vale la pena di spendere tanto per il Bimby. Ma la principale caratteristica di questo strumento sta proprio nel fatto che il robot tedesco esegue le due funzioni contemporaneamente, nello stesso momento.

Caratteristica che lo rende imbattibile per le ricette che richiedono un controllo perfetto della temperatura, come appunto la crema inglese (o salse simili), che se cotta troppo o a temperature troppo elevate rischia di stracciarsi inesorabilmente.

Con il Bimby questo problema non sussisterà più: si imposta la temperatura e non ci si pensa più; la macchina mescolerà e riscalderà contemporaneamente in autonomia, liberandovi da ogni incombenza.

Allo stesso modo, il Bimby è utile per le emulsioni che vengono stabilizzate grazie al movimento. Nella maionese per esempio, olio e acqua si compenetreranno in modo durevole grazie alle potenti lame meccaniche del Bimby: non sarà più il nostro braccio intorpidito da lunghi rimescolamenti a fornire l’energia necessaria.

E d’altra parte, ammettiamolo, la pazienza nel mescolare a lungo non è certo indice di maestria ai fornelli ma solamente di pazienza e rassegnazione: un lavoro di bassa e noiosa manovalanza,a cui è molto meglio provveda una macchina.

Pensateci: ad esempio, oggi per fare di conto usate computer e calcolatrici.

E quando impiegate elettricità e gas per avere luce e calore, non rimpiangete certo i bei tempi andati in cui l’uomo si scaldava intorno al fuoco. Perché allora non dovrebbe essere così anche in cucina?

Non è questione di saper cucinare, il Bimby fa il lavoro sporco

Dunque, il Bimby è solo per chi non sa cucinare? O meglio, cucinare con il Bimby non è cucinare? In realtà, queste sono domande mal poste. Il punto è un altro.

A indirizzarci verso l’uso del Bimby è il progresso tecnologico. Sono le mansioni noiose che non richiedono particolari abilità, esperienza o talento che gli chiediamo di svolgere al nostro posto, come girare una besciamella o controllare la temperatura di una crema inglese.

Piazzare un Bimby nelle nostre cucine non ci trasformerà in esseri privi di abilità culinarie, né lederà la nostra dignità di cuochi provetti. Sveltirà invece il lavoro “sporco”, quello che non richiede particolari abilità o competenze.

E mentre il Bimby lavora noi avremo tempo per ideare nuovi manicaretti liberando estro e fantasia. Oppure, per guardarci in santa pace il nuovo episodio di Masterchef.

Ciò detto, e sgombrato il campo dagli equivoci sulla vera natura del Bimby, la domanda diventa: vale la pena spendere oltre 1000 euro per una macchina che fa il lavoro sporco e ci regala tempo libero?

Articolo pubblicato su Dissapore.it

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