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Perché preferire il pesce povero sulle nostre tavole

Le cose più belle della vita o sono immorali, o sono illegali, oppure fanno ingrassare. G. B. Shaw

Perchè preferire il pesce povero sulle nostre tavole? Bella e perspicace domanda, a cui possiamo rispondere con estrema eloquenza e con tono serio e concreto. Tutto questo grazie al progetto del Gac Bormas Slow Food:facciamo politica a tavola, dove le diverse categorie di ristoratori mettono in risalto le qualità organolettiche, preferendo e tutelando i pesci dei mari italiani. Aumentano sempre più le adesioni a progetto Gac Bormas, per farci comprendere che i pesci meno costosi sono molto nutrienti e alla portata di tutti, sminuendo la cattiva informazione.

In questa politica di informazione sono circa 40 ristoratori che hanno aderito alla campagna di educazione alimentare “Io nuoto nel Mediterraneo“, per sensibilizzare e proteggere le specie ittiche sostenibili. Questa campagna è promossa da un Gruppo di Azione Costiera, detto GAC, dove le trattorie e i ristoranti ubicati tra le due città calabresi, Rossano e Corigliano, che hanno aderito all’iniziativa, si sono presi l’incarico di scegliere un pescivendolo responsabile.

Un pescivendolo esperto che potesse informare i cittadini della provenienza del pesce pescato fresco o da allevamenti, del nome, della stagione, nel senso che i pesci pescati non siano nella fase riproduttiva, con etichette semplici ed eloquenti, e a proporre con entusiasmo i pesci del mediterraneo, il cosiddetto “pesce povero“, che vanta il pregio di “pesce sostenibile”, per costo contenuto e per le proprietà benefiche che apporta al nostro cuore e organismo.

Slow Food ha proposto e consegnato ai rispettivi ristoranti dei manifesti e dei bollini da esporre al pubblico e inoltre, una speciale miniguida, ispirata al testo del libro di S.Greco e illustrato da S.Staino, “Il Pesce, come conoscerlo, amarlo, pescarlo e cucinarlo senza guasti per le specie ittiche, per noi e per l’ambiente”. Secondo Greco, il Mar Mediterraneo è ricco di circa 300 pesci, oltre i crostacei e molluschi che sono circa una decina. Vengono pescati innumerevoli pesci che mettono a repentaglio l’equilibrio marino e la considerazione che mette in guardia e lascia perplessi, è il fatto che sulle nostre tavole vengono mangiati pesci allevati come orata, rombo, branzino sogliola e i filetti di pesce persico.

Quest’ultimo considerato dalla stragrande maggioranza pesce italiano, mentre è un pesce allevato in Africa, nel lago Vittoria, in condizioni igieniche pessime. Per non parlare del pesce pangasio, allevato nei fiumi del sud-est dell’Asia, in acque abbastanza torbide. Come ancora i pesci detti bistecca, calamari, gamberi, seppie, pesce spada e tonno, tutti pesci sfruttati al massimo e durante la loro riproduzione, e gli ultimi due, il tonno e il pesce spada, proprio perchè hanno un ciclo vitale più longevo, sono accumulatori di tossine.

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