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Le migliori foto di Flair e Bartender su Cocktail Art di Diego Ferrari

Le cose più belle della vita o sono immorali, o sono illegali, oppure fanno ingrassare. G. B. Shaw

Le migliori foto di Flair e Bartender su Cocktail Art di Diego FerrariDifficile parlare del Flair in poche righe, ma comprenderne appieno il significato sarebbe complicato anche se avessimo a disposizione pagine e pagine perché si tratta di un’esperienza che va vissuta e assaporata, da cliente o da bartender.

Questo perché chi conosce il “saper bere” sa che non significa solo assaggiare un cocktail, che comunque deve essere di qualità elevata, ma che l’ambiente, il conoscere altre persone fanno parte del gioco e che chi sta dietro ad un bancone non è solo uno che miscela alcolici ma è l’anima del posto, che fa scattare l’atmosfera.

Iniziamo dal significato di Flair, che letteralmente potremmo tradurre come “attitudine” a fare qualcosa, sia un lavoro che uno sport o un’attività. Nel linguaggio del settore dei bartender indica quell’abilità di acquisire movimenti particolari spesso con connotati acrobatici che portano poi alla miscelazione del cocktail ottimizzando tempi di lavoro e intrattenendo il pubblico.

Anche se il Flair ha avuto il suo Boom negli anni 80 con la pellicola “Cocktail” con Tom Cruise che interpreta uno studente di Economia che poi finisce per diventare un grande bartender, in realtà, tutto inizia nel 1800 con Jerry Thomas un famoso bartender che intratteneva il pubblico con esecuzioni fantasiose dei propri attrezzi da lavoro.

Famosa è l’esecuzione di un suo cocktail (blue blazer) in cui creava un arco di fuoco incendiando del whisky e facendolo passare da un mixer all’altro. Fu però solo negli anni 70-80 che i movimenti di Flair furono catalogati da Mike Werner, cosi da creare la base dei movimenti che poi uniti tra loro lasciano piena immaginazione a chi pratica quest’arte.

E per convincersen basta andare a vedere le immagini di Cocktail Art il gruppo di fotografia su Facebook fondato da Diego Ferrari, barmanager del Rotonda Bistro di Milano per gli operatori del settore, i quali, come spiega l’autore in un’intervista “possono condividere immagini delle loro opere sia che esse siano drink, decorazioni, disegni, quadri, tatuaggi o sonetti, ma tutto all’insegna del mondo cocktail”.

Il gruppo Facebook Cocktail Artbasti conta circa 5800 membri, “quasi tutti bartender, con una base di circa 6000 foto in poco più di un anno. In questo breve e intenso percorso ho visto avvicinarsi e conoscersi colleghi da tutto il mondo grazie anche a Cocktail Art Group e parallelamente ai fini di divertimento alcuni, io in primis, hanno saputo cogliere piccoli dettagli in ogni foto e ripeterli nei loro cocktail all’interno dei loro locali“.

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