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Calamari al profumo di limone: un classico della cucina italiana

Le cose più belle della vita o sono immorali, o sono illegali, oppure fanno ingrassare. G. B. Shaw

Calamari profumati al limone per la festa delle donne

I calamari al profumo di limone sono un classico della cucina italiana, io li ho preparati nel più semplice dei modi.  I calamari al profumo di limone, sono una ricetta abbastanza conosciuta, una ricetta è una preparazione tra le più appetitose per un secondo piatto di mare di sicuro effetto. Adatta sia per il pranzo che per la cena è la ricetta giusta per ogni occasione, vi darà una marcia in più e una grande soddisfazione.

La ricetta, i  calamari al profumo di limone è di facile e veloce realizzazione, con un gustoso sughetto, un secondo piatto molto gradevole  da accompagnare con pane paesano abbrustolito. Dimenticavo, ricordatevi di fare molta attenzione alla cottura perché se è troppo lunga  renderà i calamari molto gommosi e quindi  indigesti e  senza sapore.

PROCEDIMENTO: La prima cosa da fare è pulire i calamari. Ad ogni calamaro, si  toglie la testa e si separa dai tentacoli. Schiacciando i tentacoli si estrae la sacca e  poi si toglie il dente centrale. Si tolgono dalle sacche le interiora ,si spellano e si tagliano a filetti. In una padella abbastanza capiente  mettere un filo d’olio extravergine d’oliva, una noce di burro e far scogliere sul fuoco, una volta sciolto il burro aggiungete l’aglio e i  calamari e fate friggere per qualche minuto.

Aggiungete  ½ bicchiere di vino bianco e quando si sarà sfumata almeno la metà, aggiungete il succo di limone e un poco di scorza grattugiata, una manciata di prezzemolo tritato, sale e pepe se piace.  Fate cuocere giusto 4-5  minuti e servite  immediatamente i vostri  Calamari al profumo di limone.

CURIOSITÀ’:  I calamari posseggono tre cuori di colore verde, due che pompano sangue alle branchie e il terzo pompa sangue al resto del corpo. La misura standard supera i 60 cm di lunghezza, ad eccezione dei calamari giganti, che possono raggiungere  i 14 m, come quello scoperto nel 2003 appartenente alla specie dei Mesonychoteuthis hamiltoni.

 

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