Site Overlay

Alaccia ovvero Sardinella aurita

Le cose più belle della vita o sono immorali, o sono illegali, oppure fanno ingrassare. G. B. Shaw

L’Alaccia o Sardinella aurita, appartiene alla Famiglia delle Clupeidae, è una specie molto presente nel mar Mediterraneo, specialmente nel Canale di Sicilia, dove abbondano grandi banchi, da renderlo un prodotto tipico e caratteristico nella dieta mediterranea. La sua grande diffusione nel Mediterraneo e nei diversi mari, lo rende molto appetibile, è un pesce economico, per questo viene considerato un cibo povero, che rappresenta l’alimentazione base dei pescatori, con un eccezionale rapporto qualità prezzo, tranne per il pesce spada e per il tonno, che pur essendo pesci azzurri, sono più costosi.

Ormai è risaputo, per tutte le volte che lo abbiamo ribadito nel nostro sito baccalafritto, che l’espressione “Pesce azzurro”, non la dobbiamo percepire come una definizione scientifica e neanche come una famiglia, ma varie tipologie di specie di pesci, di diverse famiglie, con caratteristiche e affinità comuni. Pesce azzurro, la denominazione sta a intendere che questi pesci sono provvisti del dorso di un blu intenso, blu-verde o ancora blu-argenteo, e argenteo sul ventre.

L’alaccia è un pesce azzurro, simile alla sardina, ma con una sagoma più tozza ed è più grande, arriva ai 30 cm di lunghezza e si presenta dorata sui fianchi. E’ un pesce particolarmente vorace, ogni movimento in mare, nel suo percorso, lo rende istintivo all’attacco, ma il suo cibo preferito è il plancton, che è molto nutriente. Infatti l’alaccia, come d’altronde tutto il pesce azzurro, ha la carne molto digeribile, ricca di grassi insaturi, in special modo di Omega3, che hanno effetti benefici per la circolazione e per il cuore, capaci di abbassare il colesterolo cattivo.

Tuttavia è un pesce azzurro ancora non apprezzato e tenuto in considerazione nella gastronomia ittica, sicuramente è rivalutato come cibo sostanzioso e ricco, ricco di proteine, vitamine, sali minerali, potassio, fosforo, ma ha le carni più grasse della sardina e viene spesso usato come esca. La sua cattura è tipica delle sardine e delle acciughe, gli attrezzi sono gli stessi, ed essendo molto vorace, a differenza degli altri pesci azzurri, abbocca facilmente alle esche sia artificiali che naturali. Le alacce vengono pescate da maggio a novembre, durante le notti buie e mare calmo di Lampedusa.

La strategia è attrarre il plancton con la lampara, che a sua volta attrae le alacce, che devono nutrirsi, mentre i pescatori con le piccole imbarcazioni le accerchiano con la rete, che viene richiusa e issata a bordo. Appena pescato, il pesce viene selezionato e deposto in cassette con ghiaccio. Appena giunti in porto, le alacce vengono pulite e messe sotto sale. Di solito dopo 4 mesi, si tolgono dal sale e poi si lavano in salamoia e infine inscatolate o messe in vasetti di vetro. Poi, vengono tolte dall’olio, quando servono, e impiegate per antipasti o per sughi. Le alacce possono essere cucinate fritte, gratinate al forno, come primo di spaghetti, in spiedini, dorate e fritte.

Se ti è piaciuto l’articolo, vieni a trovarci sulla pagina Facebook e clicca mi piace, così diventerai nostro fan e potrai seguire tutti gli aggiornamenti! 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.